E’ il più grande ospedale del Sud Italia. Fra le sue corsie, i suoi vecchi padiglioni e i suoi viali alberati, risiede ogni giorno una popolazione che ammonta a quindicimila abitanti: una città nella città. Chi vive, di preciso, al Cardarelli di Napoli? I degenti, ovviamente, il personale medico, paramedico e amministrativo; ma a questi si mescola una schiera brulicante di contrabbandieri, parcheggiatori abusivi, “badanti”, venditori vari e fattorini improvvisati: un’umanità diseredata, insomma, in cerca di un lavoro, una dimora o una qualche sorta di protezione. Così, fra legalità e soprusi, si è intrecciato negli anni un tessuto sociale imprevedibile, un gigantesco organismo in cui sono attive, per esempio, quarantadue sigle sindacali accreditate. Antonio Galdo si è documentato scrupolosamente su questa realtà, ne ha studiato il divenire e ha parlato a lungo con chi al Cardarelli lavora, soffre e sopravvive. Si è avventurato fra vicende di paternalismo e corruzione, malavita organizzata e clientelismo, nelle malebolge degli appalti, dei concorsi e delle disfunzioni; scoprendo, però, casi di straordinaria abnegazione umana, di alta professionalità e perfino di progresso tecnologico.
Edizioni Il Saggiatore, 1998
La sua indagine, sorretta da un’intensa passione conoscitiva e civile, scandita da un ritmo graffiante, è imparentata, idealmente, con le pagine di uno Sciascia o di una Ortese, non è una divagazione sulla tavolozza del colore locale. E’ una profonda riflessione sul costume di un popolo, sui meccanismi comportamentali e psicologici che fanno di un ospedale un autentico microcosmo, uno specchio esemplare della società meridionale. O più semplicemente italiana.
Hanno scritto:
Un’impressionante galleria di personaggi che suscitano indignazione, compassione e sorriso
Stefano Zurlo, Il Giornale
Un libro che ricorda i saggi di Foucault
Sebastiano Maffettone, Il Sole 24Ore
Un’inchiesta piena di intelligenza e di accuratezza professionale
Mario Fortunato, L’Espresso
