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Saranno potenti? Storia, declino e nuovi protagonisti della classe dirigente italiana

Chi comanda in Italia? E innanzitutto: quali sono le scuole del potere? Antonio Galdo attraversa, con un lungo e affascinante viaggio che parte dal dopoguerra e arriva ai nostri giorni, i più importanti universi dai quali proviene la classe dirigente italiana. Dall’Iri all’università Cattolica, dai sindacati ai partiti, da quelli che un tempo erano i simboli degli ormai ex “poteri forti” (Banca Commerciale, Mediobanca e Fiat) ai santuari della videocrazia. Fino alle blasonate tecnocrazie: la Banca d’Italia, il Consiglio di Stato, il corpo diplomatico. Con la caduta della Prima Repubblica, e con la devastante scossa di Tangentopoli, si è dissolta un’intera classe dirigente, sono emerse altre élite, è aumentata l’importanza di alcune organizzazioni anche grazie alla loro forza sul territorio: dai nuovi partiti come Forza Italia e la Lega fino alla superlobby di Confindustria. All’ombra di una Chiesa che ha scelto, con realismo, di puntare sui movimenti più che su una improbabile ricostruzione del partito dei cattolici, è cresciuto il peso di reti come quelle di Comunione e Liberazione e dell’Opus Dei. La mappa dell’establishment, completamente stravolta rispetto all’ultimo mezzo secolo di storia, è circondata dalla diffusa inquietudine di un Paese che si interroga sulla fragilità dell’attuale classe dirigente. E si chiede: Saranno potenti?

Edizioni Sperling & Kupfer, 2003

 

Hanno scritto:

Uno spaccato sul potere in Italia

Il Messaggero

Poteri forti e poteri deboli: finalmente la verità

Il Sole 24 Ore

Un’analisi accurata e senza sconti della nostra classe dirigente

La Repubblica

La storia delle scuole dove si è formato l’establishment italiano

Il Corriere della Sera

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La Vision di Galdo

Il punto Galdo

Cari amici, vi propongo la mia intervista pubblicata su Avoicomunicare. Parlerò di noi, della comunità di uomini e donne di Non Sprecare, della Grande Crisi e della Grande Occasione che abbiamo per definire una crescita più equa e con meno sprechi.

Infine vi parlerò del Premio Non Sprecare, la nostra iniziativa che premia le idee antispreco più utili e originali. Avete tempo fino al 30 settembre per candidarvi, cosa aspettate!

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