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Berlino – I tuffi a Berlino, come al mare

Berlino. Al mare, in pieno centro cittadino, come se la città fosse affacciata sulle coste del Mediterraneo. Lungo le rive del fiume Spree, gli amministratori berlinesi hanno attrezzato una vera e propria oasi balneare. Ombrelloni, sdraio e lettini, barche a noleggio, perfino pinne e maschere per le immersioni: gli abitanti della capitale tedesca sono abituati a godersi la loro «Berlino beach», senza rimpiangere le isole della Grecia o della Spagna. Arrivano la mattina presto per una nuotata, nella pausa pranzo nei giorni lavoratori, durante il fine settimana. Li vedi sdraiati a prendere il sole, a sorseggiare un drink, a calpestare tappeti di sabbia artificiale. Un rito delle vacanze in città, nel cuore della vecchia Europa, ideale quando non hai né il tempo né i soldi per partire, anche perché i prezzi sono ovunque molto accessibili. Dopo il bagno, appena la temperatura si è rinfrescata, puoi consumare il secondo tempo di una giornata in relax, attraversando i monumentali parchi all’interno del perimetro urbano. Sono perfetti. Sempre in ordine, con lunghe file di fiori colorati che circondano il bosco e l’erba rasata attorno ai viali. I berlinesi sono gelosissimi dei loro parchi, che durante gli anni delle divisione della città in due parti, costituivano le uniche aree urbane dove ciascun cittadino poteva respirare l’attimo dell’illusione della libertà. E questo desiderio di spazi senza confini, seminati come le oasi di un mondo non violento, si è trasferito nelle generazioni, segnando il codice genetico di un popolo. Il parco più centrale, nel cuore della città, è Il Tiergaten, da dove con pochi passi di cammino si raggiunge il famoso Holocaust Memorial, disegnato dall’architetto Peter Eisenman e aperto al pubblico nel maggio del 2005. Il ricordo dello sterminio degli ebrei è affidato all’inquietante geometria di 2.700 stele in calcestruzzo grigio, di altezza diverse e leggermente inclinate. L’effetto è straordinario, con un senso di vuoto, essenziale e pungente nel suo gioco di chiaroscuri. Nel sottosuolo si trova un piccolo museo che illustra, attraverso delle storie ricostruite con i documenti e le immagini, la portata dell’olocausto: in una sala è racchiuso il destino di 15 famiglie ebree, con i loro diversi stili di vita e con le foto che scorrono a rappresentare il passaggio dalla normalità alla persecuzione e allo sterminio. Oggi il complesso Holocaust Memorial è il più significativo monumento al terribile Novecento che Berlino ha vissuto interamente, senza soluzione di continuità, sulle sue spalle, passando dal regime nazista a quello comunista. A parte le poche tracce del Muro, ormai sepolte dall’oleografia turistica, è incredibile come una lunga tragedia, durata quasi un intero secolo, sia stata rimossa dalle autorità tedesche, con la scusa che bisognava eliminare ogni luogo potenzialmente adatto ad alimentare fenomeni di “nostalgia per il passato”. Il volto della Berlino distrutta due volte è così stato snaturato, al punto che la città sembra sospesa nel tempo e nello spazio. Proprio attorno all’area del monumento all’olocausto, per esempio, si trovavano due importanti bunker: quello di Goebbels, al di sotto della sua villa ufficiale, e quello di Hitler. Grazie ai lavori per realizzare l’Holocaust Memorial sono stati sepolti. Eliminati dalla memoria e dalla storia. Tornando ai parchi e al relax di una giornata balneare, c’è un modo molto efficace per concluderla con una visita completa, in poco tempo, al cuore della città e alla rivoluzione architettonica con la quale la capitale tedesca è riemersa, dopo la caduta del Muro, dalla notte della sua tragica storia. Basta salire sul bus 100, e sedersi comodamente al piano superiore per fotografare, in una sequenza di scatti, i luoghi simbolo della metropoli riunificata. L’autobus parte ogni dieci minuti dalla stazione Zoologischer Garten, attraversa il Landwehrkanal, sfiora il Bauhaus Archiv ed entra proprio nel Tiergarten. Poi, superata la cupola di vetro del Reichstag e la porta di Brandeburgo, il 100 imbocca la Unter den Linden, la strada più famosa della vecchia Berlino Est, dove si affacciano gli edifici storici di Berlino, come la Humboldt Universitat e la Deutsche Staatoper. Infine, per vincere la stanchezza l’ultimo tuffo nella Berlino super moderna e giovane, come la sua popolazione, bisogna farlo, magari sorseggiando un aperitivo prima della cena, lungo la Oranienburgsestrasse nel Mitte, il quartiere più vivace della città, dominato dalla cupola dorata, con le sembianze di un tulipano rovesciato, dell’antica sinagoga. L’atmosfera non è certo quella degli anni Venti, quando Berlino contendeva a Parigi il ruolo di capitale europea, colta, allegra e cosmopolita, ma c’è una scelta infinita di ristoranti e locali di una capitale ricostruita attorno all’idea forte di tornare alla normalità della vita.

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La Vision di Galdo

Il punto Galdo

Cari amici, vi propongo la mia intervista pubblicata su Avoicomunicare. Parlerò di noi, della comunità di uomini e donne di Non Sprecare, della Grande Crisi e della Grande Occasione che abbiamo per definire una crescita più equa e con meno sprechi.

Infine vi parlerò del Premio Non Sprecare, la nostra iniziativa che premia le idee antispreco più utili e originali. Avete tempo fino al 30 settembre per candidarvi, cosa aspettate!

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