“Dall’ottobre del 2006 al gennaio del 2008 ho diretto il quotidiano L’Indipendente.
E ho realizzato alcune interviste a personaggi dell’establishment non politico dal titolo “I moderati che vorrei”.
Anzi: che voglio. Perché la rappresentanza politica degli italiani moderati è uno dei temi che più mi appassiona come cittadino”.
Perché la parola moderato piace così poco ai giovani? La abbinano a una mancanza di personalità, a un coloro troppo sfumato. Un grigio pallido o un beige che un ragazzo non userebbe mai per vestirsi. Colori a parte, è una forma di prevenzione ideologica. Conta molto, purtroppo, anche il fatto che in questi anni il … (Continua..)
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Quando all’estero le chiedono un flash sull’Italia, che cosa risponde? Chiedo benevolenza. Abbiamo un’immagine peggiore della sostanza delle cose e dei nostri, autentici problemi strutturali. Il più grave? L’Italia è un paese con troppa ideologia e poca concretezza. E questo rende difficile qualsiasi cambiamento, qualsiasi riforma. Prenda l’esempio delle pensioni… Ha vinto l’ideologia? Purtroppo. L’età … (Continua..)
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Quale Paese vede dalla sua postazione? Un Paese dove, per fortuna, non si è spenta la creatività e la passione per l’industria. Ma dove, purtroppo, manca una cultura del metodo. E questo ci penalizza. Anche in economia? Sicuramente. Pensi un attimo a quello che abbiamo ideato nei diversi campi, dall’alimentare alla meccanica fine, dalla moda … (Continua..)
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Lei si definisce un moderato? Essendo un figlio del ’68, la parola può farmi istintivamente paura. Però, con gli anni e con l’esercizio sapienziale, ho maturato più simpatia per questa definizione. Torneremo tra poco sul ’68. Intanto, secondo lei, quali sono le categorie del moderato? La prima, e anche la più importante, è la ricerca … (Continua..)
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Lei si definisce un cattolico riformista. Che cosa significa? Sono cattolico perchè appartengo alla Chiesa, alla sua apertura, al suo sguardo universale. E politicamente sono un riformista perchè coltivo il senso della gradualità per cambiare il mondo. Le dispiace se aggiungo la parola moderato? Assolutamente. La moderazione è la prima virtù di un riformista: significa … (Continua..)
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Lei è un moderato tatcheriano? Penso e spero di essere un moderato liberale. Ma mi faccia esprimere un certo disagio a catalogarmi: credo che la patente di liberale la debbano dare gli altri, quelli che giudicano le tue azioni e che nessuno possa dirsi da solo liberale o liberista. È quasi un controsenso autodefinirsi liberale. … (Continua..)
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Che cosa significa, oggi, essere un politico moderato? Innanzitutto avere idee forti, anche radicali. Sembra una contraddizione. Assolutamente no. Essere moderati, per capirci, non significa occupare una … (Continua..)
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Lei chi è, politicamente parlando? Un uomo che, tendenzialmente, ama più quelli che si collocano a sinistra. Con grande rispetto, però, per tutte le persone, specie se sono perbene. Possiamo iscriverla al club dei moderati? Di sinistra. Sono un moderato sui generis, che detesta qualsiasi forma di estremismo, e l’unica violenza che mi concedo è … (Continua..)
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